sabato 7 febbraio 2009

Religione e politica: unite nel cuore dell'uomo

Intervista con Sergio Morisoli sul Giornale del Popolo

di Fiorenzo Dell'Era

Un'associazione per diffondere il pensiero cristian-liberale: con questo intento si è appena costituito il Circolo San Bernardino (CSB, si veda il GdP di mercoledì). Per approfondire le finalità dell'associazione (che dichiaratamente non ha carattere partitico o religioso), ci siamo rivolti al suo presidente, Sergio Morisoli, economista e vice-sindaco di Monte Carasso.

Perché un circolo?
Nella tradizione del liberalismo i circoli sono sempre stati determinanti per avvicinare i cittadini ai problemi complessi. sono una forma di aggregazione spontanea dal basso (principio di sussidiarietà) genuina e molto flessibile.
Perché proprio ora?
Mah, le cose che partono dal basso non sono programmate, maturano quando devono maturare, poi quando c'è un'intesa tra le persone sbocciano in modo naturale. Del resto mi sembra che dopo aver messo in soffitto la tradizione cristiana si stia un po' ovunque mettendo in cantina anche il liberalismo "classico" non giacobino. C'è un gran daffare per scoprire, inventare nuovi schemi, alchimie di riferimento ad ogni costo; come se l'agitarsi certe volte fosse meglio che star fermi. Trovo sbagliato dimenticare o liquidare in questo modo i "veicoli" che ci hanno portato così lontano. Ritengo invece che sia proprio opportuno e il momento giusto per ripescare e rivalorizzare quanto di buono queste due tradizioni ci hanno dato e ci potranno ancora dare. Ci potrebbero essere vagliando tutto e trattenendo il buono ( come diceva San Paolo) delle grandi combinazioni reciproche finora rimaste inesplorate o tenute volontariamente nascoste.
Ci sono obiettivi politici?
Se per politica si intende discutere e partecipare al dibattito sulle questioni che si collegano, nell'ottica del circolo, direttamente al vivere assieme e al bene comune, certamente si. Se invece si intende occupare sedie o produrre liste elettorali per farla a qualcuno questo certamente no; è escluso. Del resto già i fondatori hanno tutti orientamenti e sensibilità partitiche proprie e diverse, e questo non scalfisce ma rafforza assolutamente la bontà dell'iniziativa.
Perché il perimetro è limitato alla politica e all'economia?
Non è un limite, ma semplicemente perché sono i settori nei quali ci troviamo più vicini e ci stanno più cari. Non si può fare tutto, meglio mettere a frutto il vissuto e l'esperienza laddove si può tentare di dare del valore aggiunto. Inoltre in questo periodo storico tutto, a torto o a ragione, è incentrato e funzionale alla politica e all'economia; non si può fare a meno di confrontarcisi.
Che approccio avrà il Circolo?
Siccome parte dal basso, ci teniamo a fare in modo che sia un luogo in cui le cose molto complesse diventino un po' più semplici e familiari per chi non è "addetto ai lavori". Non a caso il riferimento a San Bernardino ci deve richiamare continuamente a questa semplicità di cuore e di ragionamento. Un luogo, piccolo e umile di educazione per gli adulti di buona volontà, per chi ha interesse a comprendere e giudicare la realtà per ciò che è; non per quello che avrebbe dovuto essere o per quello che dovrà essere. E' partire con semplicità da lontano, seminare oggi per raccogliere un giorno; un po' come abbero il coraggio di fare i benedettini quando l'europa era diventata un disastro: fare il necessario laddove si è messi. E'il metodo del critianesimo: che si propaga per curiosità e invidia grazie al vieni e vedi; se ti corrisponde resti se no cerchi di meglio.
E il desiderio?
Quello di riuscire a trasmettere argomenti e fatti per dimostrare: che cristianesimo e liberalismo non sono nemici uno all'altro ma potrebbero contenere congruenze finora non esplorate a causa di pregiudizi, che il libero mercato e il capitalismo sono delle condizioni essenziali del nostro vivere e non sono anticristiane, che stato e chiesa devono per forza essere separate ma che religione e politica sono nel cuore dell'uomo e sono inseparabili.

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